Monte Colodri, nuova via d’arrampicata ad Arco

Il report di Roberto Pedrotti che, nei mesi a cavallo tra il 2015 e 2016, insieme a Sebastiano Zambotti , ha aperto PiZeta (7c, 230m), una nuova via sul Monte Colodri (Arco, Trentino). La nuova linea incrocia le vie Vento di Passione e Katia Monte e termina con l’ultimo tiro su Vento di Passioni oppure sulla via L’incompiuta.

Erano i primi di aprile 2015 quando, contattato il mio amico Sebastiano, gli proposi di effettuare insieme una salita sul Monte Colodri, ad Arco (TN): la bella ed estetica via Segantini. Ovviamente entusiasta, accettò e partimmo. Fu una bella giornata caratterizzata da clima mite ma non afoso, atmosfera distesa, roccia stupenda, panorama e visioni meravigliose.

Soprattutto visioni. Sì, perché quel giorno, fu il giorno del concepimento dell’idea: più salivo e più mi rendevo conto che sulla già affollata parete del monte Colodri, incredibile, sembrava esserci il posto per un’altra via.

Nei giorni seguenti quindi vuotai il sacco e provai a sondare il terreno, proponendo al mio socio di intraprendere un’altra avventura: la chiodatura di una nuova linea un po’ più a destra di dove avevamo arrampicato qualche giorno prima.

Ottenuta dal Seba risposta positiva, qualche giorno più tardi, ci recammo ad Arco e, arrivati alla base della parete, provammo a salire armati di trapano e “cliff”. Fu così che vennero chiodati i primi due tiri.

Nelle settimane a seguire ne chiodai altri, ma poi dovemmo interrompere per l’arrivo della calura estiva. Arrivato l’autunno, risalimmo i primi tiri chiodati ma poi, ritrovatici di fronte allo strapiombo del quinto tiro, decidemmo di tornare indietro, in quanto ad una prima occhiata, anche un po’ superficiale, pareva una lunghezza super dura, dall’8a in su, e difficilmente “cliffabile”. Pertanto accantonammo il progetto, anche perché il sopraggiungere dell’inverno con il suo rigore aveva un po’ smorzato gli entusiasmi e l’ardore negli animi.

Riprendemmo all’incirca un anno dopo, il 3 aprile 2016 quando, salendo una via adiacente, nuova e sconosciuta, attrezzata con fix da 10 mm, arrivammo sopra lo strapiombo del quinto tiro, quello che l’anno prima ci aveva un po’ scoraggiati: l’intenzione era di calarmi e verificare, in tutta calma, se quel tratto di parete fosse stato chiodabile e soprattutto se la lunghezza avesse una difficoltà “umana” o meno.

Con mia grande sorpresa lo strapiombo non era così avido di appigli (durante la prima salita ci è sembrato “solo” 7b/+) e, già che c’ero, lo chiodai. Questa è stata l’unica lunghezza chiodata dall’alto e forse ciò era anche evitabile, ma ormai è andata così. E senza nessun rimpianto, sia chiaro. Tre giorni dopo, il 6 aprile, ripresi i lavori, arrivammo in cima: la via PiZeta era ultimata.

SCHEDA: PiZeta, Monte Colodri

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