Variante Risiko a Thron, il Mostro di Avers in Svizzera

Cascate di ghiaccio in Svizzera: sabato 10 febbraio Matteo Rivadossi e Leonardo Gheza a comando alterno hanno tracciato una nuova linea sulla sinistra del muro verticale del celeberrimo Thron, o Mostro d’Avers in Val d’Avers. Fatto curioso: l’apertura in contemporanea con un’altra cordata svizzera in loco nel medesimo istante e con lo stesso proposito… Il report di Rivadossi.

Ma quella colata a sinistra del gran muro che nasce da sotto i tetti? Impossibile non notarla guardando il muro del Thron. Sarà sicuramente salita, ma l’uscita su roccia? Non è difficile convincere Leo a provarci mentre la cordata di Sergio, Daniele e Sarah sarebbe salita per il classico imponente Mostro, in questi giorni in condizioni esuberanti.

Il giorno dopo, come in ogni trasferta che si rispetti, eccoci come sardine in una macchina straripante. Ci ripigliamo dalla levataccia senza senso solo grazie al flash di un implacabile autovelox svizzero…

All’attacco varie cordate, davanti e dietro. Inutile scandalizzarsi nell’era dei social… Tanto il Mostro è largo e da subito si può procedere paralleli. Ovviamente mettendo in conto il fuoco amico dall’alto! E dopo 4 ore di viaggio l’inguaribile fatalismo del ghiacciatore – lo sappiamo tutti – è già in circolo…

Due tironi cuoci-polpacci in mezza conserva ed io e Leo in un attimo siamo al margine sinistro del muro. Indescrivibile lo stupore di trovarci con due svizzeri che stanno mettendo la sosta zero della nostra stessa idea! Ma possibile, tutti qui nello stesso momento e con lo stesso proposito? Eppure è sempre stata qui questa linea!

Eppure non dovremmo nemmeno stupirci: la storia delle imprese alpinistiche è costellata di competizioni e di coincidenze. Di situazioni tanto beffarde che risulterebbe difficile spiegarle con la sola casualità.

Ormai è inutile imprecare sul fatto che se solo non ci fossimo fermati a fare quello stramaledetto pieno saremmo stati davanti! Beh, possiamo sempre stare più a sinistra! Leo sale allora velocissimo sul ghiaccio sottile della rampa mentre gli svizzeri mettono fix e chiodi lungo un rampa rocciosa obliqua. Pur arrivando per primo alla base della colonna, cede troppo educatamente il passo allo svizzero che nel frattempo si era fermato a mettere un altro fix nella nicchia prima: io, discutendo con il suo secondo, non ero per nulla d’accordo sulla cortesia…

Ci troviamo così tutti e quattro alla prima sosta: loro su due fix a sinistra, noi due metri a destra su ghiaccio. Nemmeno troppo imbarazzati. Anzi, scambio due parole con il primo svizzero, ben più agile del suo socio, che mi confessa il fatto di non sapere ancora dove passare sopra. Lascio che Dani, come lo chiama il compagno, parta poi io dietro dieci metri: quando lui punta al tetto sopra, io giro a destra per la linea che avevo già in testa a casa. Ottimo!

E da lì riusciamo pure a divertirci: spalmato sullo spigolo aereo mentre tiro micro tacche, lo fotografo appeso nel vuoto dopo un bel volo. Poi io fuori a destra su placca delicata verso il margine di ghiaccio del Mostro, lui su per una rampa di misto. Ancora foto, battute e complimenti reciproci per una bella sensazione di cordialità.

Recupero Leo in nicchia: a lui tocca il tiro verticale e compatto sopra la sosta. Gli preparo amorevolmente un fix di partenza e la stalattite sfrangiata poi via per trenta metri verticalissimi mentre al nostro fianco varie cordate puntinano il gran muro del Thron. Spettacolo! Poi un ultimo facile tiro di nuovo assieme agli svizzeri ed il Mostro, anche quello della diffidenza, è domato…

diMatteo Rivadossi

Matteo ringrazia:CAMP – Cassin, Montura

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